L’influenza di interventi di rinforzo dell’autostima sul grado di resilienza in atleti adolescenti

Anna Maria Mariani, Federica Marcolongo, Francesco Melchiori, Francesco Peluso Cassese

Abstract


L’autostima è considerata un fattore di grande importanza per la resilienza dei giovani (Currie et al., 2004). Insieme alla famiglia, al gruppo dei pari e all’ambiente fa parte dell’architettura necessaria per la strutturazione di un livello positivo di resilienza. L’alta autostima nell’adolescenza è correlata positivamente alla tendenza a compiere uno sforzo persistente per superare le difficoltà (Coleman e Hendry, 1990), così come gli adolescenti resilienti hanno una maggiore autostima e hanno comportamenti meno rischiosi rispetto ai loro compagni meno resilienti (Buckner, Mez- zacappa, & Beardslee, 2003). D’altra parte, Trzesniewski e altri (2006), hanno dimostrato una buona correlazione tra l’autostima e l’attività fisica. Inoltre, la revisione sistematica di Ekeland (2005) ha evidenziato che l’attività fisica ha effetti positivi a breve termine sull’autostima degli adolescenti. Il nostro studio indaga la relazione tra un programma di allenamento delle abilità mentali focalizzato sulla definizione degli obiettivi, il dialogo interno e la visualizzazio- ne e il livello di autostima di un gruppo di atleti nuotatori adolescenti. Un ulteriore obiettivo dello studio è quello di indagare la correlazione tra il livello di autostima e il livello di resilienza. L’autostima è stata misurata attraverso il Multidimensional Self Esteem Test di Bracken (1992), mentre per valutare il grado di resilienza è stato utilizzato il Child & Youth Resilience Measure-Revised (CYRM-R) (Jefferies et al., 2018). I dati mostrati in questo studio sono relativi al primo step di verifica, effettuato a metà percorso, dopo 8 sessioni di Training Mentale.


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DOI: https://doi.org/10.32043/gsd.v1i1.105

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