QUALE MODELLO PER IL SENSO DI CURA? COME CREARE BEN-ESSERE? CONSIDERAZIONI A PARTIRE DA ESPERIENZE EDUCATIVE HOW TO MODEL THE SENSE OF CARE AND HOW TO CREAT WELL-BEING? SUGGESTIONS FROM EDUCATIONAL EXPERIENCE

Rita Casadei

Abstract


L’educazione può essere considerata sia sotto il profilo dell’essere un processo, sia sotto il profilo dell’essere una esperienza. Nel primo caso si definiscono in via teorica paradigmi di riferimento, significati, obiettivi, metodi. Nel secondo caso si è coinvolti in una situazione indifferibile sul piano spazio-temporale, in cui educatore ed educando reciprocamente vivono una esperienza che – pedagogicamente – dovrebbe essere intenzionale e significativa. Intenzionalità e significatività nell'esperienza educativa si orientano a promuovere risorse – percorribili e intellegibili – per la qualità della vita, in grado di agire sulla capacità di scegliere, sulla necessità di acquisire consapevolezza di ciò che si fa, sulla capacità di generare trasfromazione-crescita (personali, sociali e ambientali). Il presente contributo desidera proporre alcune riflessioni sulla specifica categoria di ben-essere, a partire da una ricerca che vede dialogare tra loro le istanze della pedagogia e le discipline corporeo-meditative di tradizione estremo orientale. In questo dialogo giocano un ruolo importante le neurosceinze, i nuovi paradigmi interpretativi della fisica e della medicina a legittimare l’intuizione fondante dell’inalienabilie unità tra mente-corpo-spirito nella persona e dell’interconnessione profonda tra tutte le forme e le forze esistenti. Questo assunto mette in risalto l’urgenza di considerare l’educazione non più processo ascrivibile ad una comprensione meramente intellettuale delle “cose”, ma piuttosto un’esperienza esistenzialmente ricca  – da proiettarsi come lifelong, lifewide e life deep education.

Parole-chiave: progettualità, ben-essere, corporeità, consapevolezza, esercizio.

 

Education can be considered either as a process or as an experience. In the first case, reference paradigms, meanings, objectives and methods are defined theoretically. In the second case, one is involved in a situation that cannot be postponed in space and time, in which the educator and the student live an experience that – pedagogically – should be intentional and meaningful. Intentionality and meaningfulness in the educational experience are oriented to promote resources – viable and intelligible – for the quality of life, able to act on the ability to choose, on the need to acquire awareness of what one does, on the ability to generate transformation-growth (personal, social and environmental). The present contribution wishes to propose some reflections on the specific category of well-being, starting from a research that sees a dialogue between the demands of pedagogy and the body-meditative disciplines of the Far Eastern tradition. In this dialogue, neuroscience, the new interpretative paradigms of physics and medicine play an important role in legitimizing the founding intuition of the inalienable unity between mind-body-spirit in the person and the profound interconnection between all existing forms and forces. This assumption highlights the urgency of considering education no longer as a process ascribable to a merely intellectual understanding of “things”, but rather as an existentially rich experience – to be projected as lifelong, life-wide and life-deep education.

Key-words: projectuality, well-being, corporeity, awareness, exercise

 


Parole chiave


projectuality, well-being, corporeity, awareness, exercise

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DOI: https://doi.org/10.32043/gsd.v5i3.408

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