Commenti dei lettori

Neuroenhancements prospettiva Educativa.

di Matteo Dazzi (2020-10-16)


“Neuroenhancemets tra Evoluzione e Prospettive”
La lettura di questo articolo l'ho trovata molto interessante Mi è servita ad approfondire un tema di cui non ero a conoscenza anche il mio commento sarà pertanto di tipo speculativo basato sulla mia esperienza l'educazione ricevuta dal corso di studi in neuro didattica e didattica generale oltre che alla ricerca su studi fatti da persone impegnate sul campo.
Non avevo mai sentito la parola “Neuroenhancement” e nemmeno conoscevo il significato, all’inizio l’ho tradotta letteralmente in aumento neurologico prima di proseguire con la lettura e conoscere il significato ossia strategie adottate per migliorare le funzioni cognitive ma anche le prestazioni motorie di persone sane tutto ciò mi ha subito fatto pensare ad un film che avevo visto qualche anno fa ‘Limitless’ di Neil Burger del 2011, in cui si narra di una misteriosa droga in grado di potenziare il cervello del protagonista fino a renderlo sovraumano chi non desidererebbe vivere appieno l'esperienza corporea spingendosi fino al 100% in ogni attività.
Ovviamente quando si parla di droghe si sconfina in un campo etico-morale ma anche sanitario che non si esenta da polemiche, proprio per questo motivo mi sono limitato a leggere per informazione quel che riguarda la ricerca farmacologica in questo campo senza approfondire molto, uno perché ho basi scarse in farmacologia e due perché ho molte perplessità sullo sdoganamento delle sostanze che alterano lo Stato dell'organismo le ritengo dannose, seppur in alcuni casi è dimostrato scientificamente che siano il male minore, parlo ad esempio di terapie farmacologiche contro malattie degenerative.
Oltre al metodo delle Smart Drugs esiste anche uno studio sulle connessioni neurali che prende le origini da molto lontano sin dalla sua prima e rudimentale applicazione “l'elettroshock”, fortunatamente grazie al progresso della tecnologia in campo medico diagnostico siamo arrivati all'utilizzo della Stimolazione Transcranica elettrica o magnetica attraverso le Neuroimmagini.
In un'intervista Simone Rossi Neurologo e Neurofisiologo Clinico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena e responsabile del brain Investigation & Neuromodulation LAB, ne spiega il funzionamento. 1) “Il meccanismo d'azione varia in base al tipo di stimolazione, nella stimolazione magnetica tMS si agisce modificando l'efficacia sinaptica (cioè la forza delle connessioni tra neuroni) in quella in corrente continua tDCS invece varia il livello di eccitabilità di base dei neuroni stimolati, per cui questi possono essere o inibiti o animati, in base alla polarità della stimolazione (catodica o anodica) c'è infine una stimolazione a corrente alternata tACS che probabilmente agisce con un fenomeno di risonanza tra il ritmo della corrente che viene applicata sullo scalpo e il ritmo endogeno della zona di cervello che stiamo stimolando”.
Continuando su questa direzione posso aggiungere che ci sono studi i quali hanno dimostrato come attraverso la stimolazione della corteccia prefrontale dorsolaterale si sia in grado di ottenere miglioramenti nella memoria di lavoro, sono stati addirittura sviluppati alcuni Device che riproducono il meccanismo della tDCS e vengono distribuiti persino sul mercato senza alcuna prescrizione medica almeno per quel che riguarda gli USA, ovviamente è aperto ancora il dibattito per un utilizzo consapevole e finalizzato.
Ad esempio 2) il ‘foc.US’ nato per alleviare le persone che soffrono di disturbi dell'attenzione viene acquistato da appassionati di videogames per migliorare le loro prestazioni, da nerd che vengono incuriositi dalle novità, l’oggetto consiste in un cerotto che si applica sulla fronte e rilascia impulsi elettrici. Analizzando i risultati scientifici si notano miglioramenti nei processi di calcolo e di logica in persone sane, avvalorando così l'utilità di quest'ultimo in campo di potenziamento neurologico nonostante non si conoscano ancora gli effetti collaterali a lungo termine sulla salute delle persone, questo percorso non sembra fermarsi.
Per me la ricerca in questo campo andrebbe stimolata anche nel nostro paese, il quale rimane molto restìo. Tradizionalmente siamo più attenti alla salute del cittadino e finché non c'è la fiducia sulla sicurezza nessun governo concede di testare cose nuove, questa attitudine tipicamente italiana può essere uno svantaggio come in questo caso ma anche un vantaggio dovessero insorgere risultati negativi dalle ricerche. I paesi anglosassoni che tradizionalmente sono più Libertini sono molto avanti in questo genere di ricerca ed anche nel nostro paese. A mio avviso come avvenne anni fa per i cellulari, gli smartphone e il 5g, si arriverà sicuramente allo
sdoganamento di questi stimolatori neurali e diventeranno una parte di noi vuoi per la spinta competitiva insita dentro l'essere umano vuoi anche per quella indotta dalla società in cui siamo immersi e ci vuole iper-produttivi anche quelli tagliati fuori da queste due opzioni verranno influenzati dal progresso che sa come indirizzarci verso il suo volere attraverso il denaro e l'economia.
Da tutto ciò si arriva al dibattito etico e filosofico sull'utilizzo che se ne farà di tutto questo potenziale una volta messo a disposizione delle masse. La mia posizione in merito è quella di ricercare un benessere con se stessi che porti al benessere collettivo, mi spiego meglio, ad esempio l'ossitocina un ormone che presiede al comportamento prosociale materno serve ad aumentare la fiducia reciproca Pertanto si potrebbe implementare la stimolazione di queste zone neurali per fare un Enhancement morale.
Ed è proprio qui che entriamo in gioco noi Educatori difatti esiste un ulteriore categoria che ha sviluppato tecniche di aumento cognitivo ed è proprio la nostra grazie alla didattica e mi riferisco alla Meditazione, alla Mindfulness alle strategie di memoria, all’attività fisica, agli esercizi di training mentale e autogeno, tutte cose insegnabili da ogni buon educatore. Qui entra in gioco la mia esperienza personale che potrà sembrare una televendita per un programma di Personal Training, ma è solo una condivisione di uno stile di vita che ormai è diventato il mio modo di curare me stesso. Posso dire di aver trovato la via al benessere ed al miglioramento costante, all’età di 18 anni ero in forte sovrappeso, avevo difficoltà nel relazionarmi, un cattivo rapporto col cibo, ero sempre stanco, annoiato e senza voglia di fare nulla, insomma non riuscivo a trovare una strada. Quando poi un bel giorno grazie ad un amico mi sono ritrovato a fare quel che oggi chiamiamo Jogging, prima erano 2 km a settimana ora sono 6 al giorno tutti i giorni, e sto decisamente meglio, non ho più problemi di umore, mi sento meglio con me stesso e mi accetto fisicamente, nel relazionarmi con il prossimo non trasmetto nessun disagio col mio corpo e riesco a creare legami di amicizia sani. Quando corro ho tempo per viaggiare col pensiero oltre che col corpo, e medito al tempo stesso una sorta di passeggiata Platonica. Col tempo ho scoperto che l’attività fisica rilascia nel nostro Organismo ormoni e sostanze in grado di farci sentire euforici e felici, le Endorfine, la Serotonina l’Ossitocina, tutti dopanti che possono essere prodotti in grande quantità svolgendo attività che possono essere insegnate fin da piccoli, e farle diventare uno Stile di Vita. Tutto questo ha portato ad un crescendo personale che mi ha fatto diventare un lavoratore nel settore Sanitario, sono OSS presso l’ASL Toscana Nord Ovest, ho voglia di studiare e continuare a migliorarmi come si evince dal percorso di studi che sto intraprendendo senza subire il peso delle difficoltà che tutto questo comporta, conciliare lavoro, studio, famiglia e responsabilità crescenti con l’avanzare dell’età.
Qui entra in gioco secondo me il nostro ruolo, ossia Educare al buon vivere. Ad esempio il training autogeno, la respirazione, gli esercizi che stimolano il cervello, ma anche l’empatia, l’aiutare il prossimo per aumentare la propria autostima, insomma la via giusta all’Enhancement Neurale è quella che prevede una grande dose di fatica e di energie sprecate che ci obbliga a usare molto del nostro tempo, ma una volta assimilato ci dà un vantaggio Adattivo immenso. Al contrario delle droghe e dei device che sono più ‘Fast’ e secondo me più pericolosi per l’Essere Umano sia nel breve che nel lungo termine.
SITOGRAFIA:
https://www.wired.it/scienza/biotech/2014/03/13/potenziamento-cognitivo-neuroenhancement/?refresh_ce=
BIBLIOGRAFIA:
Rivista ‘L’Espresso’ del 13/08/2015 pg.74-75-76
Dazzi Matteo Matricola USF1006799
Corso di Laurea Scienze della Formazione Università Niccolò Cusano
Materia di studio: NeuroDidattica e Didattica Generale del Prof. Peluso