L’attitudine empatica tra gli studenti di infermieristica: usare i contributi delle neuroscienze per la definizione di percorsi di apprendimento al lavoro emotivo.

Natascia Bobbo, Paola Rigoni

Abstract


Il lavoro infermieristico implica in sé anche un lavoro di tipo emotivo. Nonostante tale evidenza sia supportata da numerosi studi diffusi nella comunità scientifica fin dagli anni 90 del secolo scorso, ad oggi i percorsi di formazione di base delle professioni sanitarie sono ancora carenti di percorsi orientati a rinforzare la capacità di espressione funzionale dell’attitudine empatica; tale attitudine, per altro, secondo i recenti studi nell’ambito della psicologia sociale e delle neuroscienze, appare come oggetto di possibile modellamento attraverso specifiche esperienze educative e formative. Il presente contributo, dopo una revisione della letteratura di tipo interdisciplinare, intende presentare due esemplificazioni di possibili percorsi di apprendimento volti il primo ad aiutare gli studenti a rinforzare la loro autoconsapevolezza empatica per evitare che l’empatia si trasformi in contagio emotivo, il secondo ad esplicitare e gestire i bias cognitivi insiti nei meccanismi di regolazione della risposta empatica che talvolta sono in grado di paralizzare lo studente così come il professionista ed impedire loro un gesto di aiuto per difendere sé stessi, esperienza non così improbabile in questo tempo travolto dalla pandemia da Sars-Cov-2.


Parole chiave


Pedagogia, Didattica, Life-long Education

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DOI: https://doi.org/10.32043/gsd.v5i2.361

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