Giornale Italiano di Educazione alla Salute, Sport e Didattica Inclusiva

La rivista offre uno spazio di condivisione, che valorizzi la ricerca scientifica, sui temi dell’educazione alla salute attraverso lo studio delle Neuroscienze Educative applicate alla scuola (Didattica e Didattica inclusiva), allo sport ed alle Nuove Tecnologie.  L’interesse per la divulgazione dei lavori di ricerca è ispirato a “Health 2020”.
Particolare attenzione è rivolta da tali attività ai processi di inclusione di soggetti con disabilità.
Il modello di politica europea elaborato dall’OMS spinge tutti i governi ad azioni concrete, in tutti i settori, a tutti i livelli e in ogni paese, coinvolgendo le parti interessate, affinché tutti i cittadini possano vivere meglio e più a lungo grazie a uno stile di vita che preveda lo svolgimento di attività fisica su base regolare e l’uguaglianza nei diritti alla pratica sportiva. La ricerca scientifica in questi ambiti, sia a livello italiano che europeo, è florida, trasversale e di buon livello e può contribuire alla spinta che l’OMS vuole dare alla concezione educativa del movimento.
In questo contesto, è importante non sottovalutare l’influenza e l’impatto che le nuove tecnologie hanno nella vita degli individui. Lo sviluppo tecnologico è un fattore di accelerazione dei fenomeni che sono direttamente connessi. Rappresenta un veicolo di socialità con nuovi aspetti ed è strumento per il lavoro, lo scambio e la cultura sui quali è di sicuro interesse sviluppare riflessioni ed effettuare ricerca per individuarne le potenzialità e i rischi. Lo studio delle tecnologie è trasversale agli studi in ambito psicologico e pedagogico offrendone una visione di maggiore dettaglio. 

 

The Journal offers a space for sharing, which enhances scientific research, on health education issues through the study of Educational Neurosciences applied to schools (Didactics and Inclusive Teaching), Sports, and New Technologies. The interest of scientific publication of research works is inspired by "Health 2020".
Particular attention is paid by these activities to the processes of inclusion of people with disabilities.
The European policy model developed by OMS pushes all governments to take concrete action, in all sectors, at all levels and in every country, involving stakeholders, so that all citizens can live better and longer thanks to a lifestyle that includes the exercise of physical activity on a regular basis and equality in the rights to sports. Scientific research in these sectors, both at Italian and European level, is flourishing, transversal and of a good standard. It can contribute to the boost that WHO wants to give to the educational concept of the movement. The Physical Activity Strategy aims to push governments and stakeholders to work to increase levels of practice for all European citizens.
In this context, it’s important not to underestimate the influence and impact that new technologies have on individuals' lives. Technological development is a factor accelerating the phenomena that are directly connected. It represents a vehicle for socializing with new aspects and it is a fundamental tool for work, exchange, and culture. So, it is interesting to develop reflections and carry out research to identify its potential and risks. The study of technologies is transversal to those both in the psychological and pedagogical fields, offering a vision of greater detail.

AIMS AND SCOPES

The journal is aimed at researchers, educators, trainers and teachers; it publishes original empirical research papers, case studies and experiences, critical and systematic studies, adapted translations and brief reports on recent developments in these sectors.

The goal is to spread scientific and methodological culture, to encourage debate and stimulate new research.

DIRETTORE/EDITOR IN CHIEF Francesco Peluso Cassese (Unicusano - Italy)

MANAGING EDITOR Stefania Morsanuto (Unicusano - Italy)

COMITATO SCIENTIFICO / EDITORIA L BOARD

Beatrice Aurelia Abalasei (Alexandra Ioan Cuza University - Romania), Paola Aiello (University of Salerno – Italy), Maurizio Alì (University of Antilles – FR), Antonio Ascione (University of Bari “Aldo Moro” - Italy), Antonio Borgogni (University of Bergamo – Italy), Mark Breslin (University of Glasgow- UK), Javier Brazo-Sayavera (University of the Republic of Uruguay), Patrizia Belfiore (University of Naples “Parthenope” - Italy), Nadia Carlomagno (University Suor Orsola Benincasa Naples Italy), Onofrio Antonio Catalano (University of Harvard-USA), Andrea Ceciliani (Alma Mater Studiorum University of Bologna - Italy), Dario Colella (University of Salento - Italy), Antonia Cunti (University of Naples “Parthenope” - Italy), Paola Damiani (University of Modena Reggio Emilia - Italy), Henriette Danes (University of Eotvos - Hungary), Davide Di Palma (University of Naples “Parthenope” - Italy), Monica Dragoicea (University Politehnica of Bucharest- Romania), Ario Federici (University of Urbino “Carlo Bo” - Italy), Francesco Fischetti (University of Bari “Aldo Moro” - Italy), Michela Galdieri (University of Salerno – Italy), Catia Giaconi (University of Macerata – Italy) Giancarlo Gola (Ginacarlo Gola ( Supsi - Switzerland), Filippo Gomez Paloma (University of Macerata - Italy), Emilia Florina Grosu (Bolyai University - Romania), Luca Impara (Unicusano University - Italy), Pierpaolo Limone (University of Foggia - Italy), Anna Maria Mariani (Unicusano University - Italy), Bela Molnar (University of Eotvos - Hungary), Stefania Morsanuto (Unicusano University - Italy), Madonna Giuseppe (University of Naples “Parthenope” - Italy) Agnes Nemeth-Toth (University of Budapest - Hungary), Goran Oreb (University of Zagreb - Croatia), Elvira Padua (San Raffaele Rome University - Italy), Valentina Perciavalle (University of Catania - Italy), Luigi Piceci (Unicusano University - Italy), Eliisa Pitkasalo (University of Tampere - Finland), Alessandra Priore (University of Reggio Calabria - Italy), Pier Cesare Rivoltella (Cattolica University – Milan – Italy), Gabriella Rodolico (University of Glasgow UK), Maurizio Sibilio (University of Salerno - Italy), Antonio Donato Sciacovelli (University of Turku - Finland), Domenico Tafuri (University of Naples “Parthenope” - Italy), Michele Domenico Todino (University of Salerno – Italy), Mirela Vasilescu (University of Craiova - Romania).

Comitato Editoriale/Editorial Committee

Elèna Cipollone (Niccolò Cusano Rome University - Italy), (Anna Maria Mariani (Niccolò Cusano Rome University - Italy), Stefania Morsanuto (Niccolò Cusano Rome University - Italy),  Luigi Piceci (Niccolò Cusano Rome University - Italy), Francesco Tafuri (Niccolò Cusano Rome University - Italy), Giuseppe Madonna (Parthenope Naples University - Italy), Davide di Palma (Parthenope Naples University - Italy)


ISSN: 2532-3296 I

Rivista Quadrimestrale  - Four-monthly Magazine

Rivista di Fascia A SSD 11/D1 11/D2 - A Level  - National Agency for Evalutation of Universities and Research Institutes

DOI® number           

Each paper published in Italian Journal of Health Education, sports and inclusive didactics is assigned a DOI® number. The DOI of this journal is //doi.org/10.32043/gsd

Avvisi

 

DEI CORPI, NEI CORPI, TRA I CORPI ARTI PERFORMATIVE e RICERCA EDUCATIVA - OF BODIES, IN BODIES, BETWEEN BODIES PERFORMATIVE ARTS and EDUCATIONAL RESEARCH

 

Editor

Nadia Carlomagno

Università Suor Orsola Benincasa di Napoli

L’adozione di un pensiero complesso e non lineare risulta indispensabile per fronteggiare le continue emergenze che la realtà ci impone, inclusa quella educativa, che pone come urgenza quella di ricostruire e ri-pensare la relazione dei corpi, nei corpi e tra i corpi negli spazi educativi e sociali. L’attuale ricerca sull’azione educativa sembra accogliere l’esigenza di confronto e di sconfinamento disciplinare, di contaminazione tra più prospettive teoriche e metodologiche, conformemente a una visione epistemologica complessa, che sottolinea la natura processuale, sistemica e interattiva dell’apprendimento, «che ha come necessità quella di collegarsi a infinite tematiche di carattere interdisciplinare» (Frauenfelder, 2018). Le recenti evidenze scientifiche, provenienti dalle neuroscienze cognitive, così come da altri campi di ricerca, avvalorano una visione circolare che sostanzia l’dea che i nostri processi cognitivi non sono indipendenti, ma fortemente interrelati con i sistemi percettivi e motori, sollecitando la ricerca sull’agire educativo ad indagare su trasposizioni in grado di valorizzare tali interconnessioni per agevolare forme di apprendimento profondo e significativo. Da ciò deriva l’opportunità di un dialogo costruttivo tra “scienza e arte”, tra la pedagogia e la didattica, come scienze autonome, e le arti performative, che si strutturano, nella loro genesi, sull’azione e sulla relazione tra attore e spettatore,sulla «communion de perception directe,‘vivante’» (Grotowski, 1965). Da tempo le neuroscienze cognitive - soprattutto con le ricerche sul circuito dei neuroni specchio - indagano le arti performative nella consapevolezza che il lavoro dell’attore/performer si strutturi proprio sulla capacità di condivisione, al di là delle barriere lingustiche e culturali, dei movimenti del proprio corpo con gli spettatori, facendo dell’evento performativo teatrale, musicale e coreografico un’occasione di co-creazione. Infatti la condivisione di un’azione, anche soltanto osservata, attiva un processo di simulazione “col proprio sistema motorio, nel proprio sistema motorio” (Gallese & Guerra, 2015). Queste considerazioni aprono alla possibilità di pensare alla didattica e all’intervento socio-educativo da prospettive nuove. Il contesto d’aula e lo spazio sociale possono essere interpretati come teatro e come spazio performativo, in cui l’azione perturbatrice dell’intervento educativo ne consente la riconfigurazione. Teatro e didattica si strutturano entrambi sul processo relazionale co-evolutivo e co-emergente tra le diverse polarità della relazione (attore-spettatore, regista-attore, animatore-comunità, docentediscente), pertanto rimane esaltata la dimensione dialogica e comunitaria dell’evento educativo. Giornale Italiano di Educazione alla Salute, Sport e Didattica Inclusiva Editor in Chief Francesco Peluso Cassese C/O Edizioni Universitarie Romane Via Michelangelo Poggioli 3 00161RomaRisulta essenziale, in tal senso, continuare a riflettere e ad indagare l’agire educativo da varie angolazioni, con una precipua attenzione ai sistemi autopoietici, alla circolarità dei sistemi, alla simulazione incarnata, alla azione performativa, al feedback, all’improvvisazione, alla “presenza”, allo scopo di modellare formati della didattica e dell’intervento socio-educativo, per incrementarne l’efficacia in termini di inclusività e di contrasto alle povertà educative, per promuovere una visione della scuola in profondo dialogo con la società e della società come comunità educante (Colazzo, Manfreda, 2019). Un’attenta riflessione sul performativo può aiutare a orientare le politiche e l’operatività in direzioni che promettono di dare un positivo sbocco alla crisi della scuola e per contrastare fenomeni di disagio sociale, di emarginazione, se non di vera e propria devianza. In questa prospettiva, si inserisce la sperimentazione didattica promossa dal “Master in Teatro pedagogia e didattica. Metodi tecniche e pratiche delle arti sceniche” presso l’università SuorOrsola Benincasa di Napoli, giunto alla quinta edizione. Un lavoro che si sta rivelando proficuo anche nel campo della ricerca transdisciplinare, come attesta la collana “Teatro, pedagogia e didattica” diretta con Pier Cesare Rivoltella presso l’editrice Morcelliana/Scholè. (Rivoltella, 2021; Carlomagno, 2022) Proprio in tale ottica di ricerca transdisciplinare, l’obiettivo della call è quello di convocare studiosi di pedagogia, di didattica e delle arti performative (ma non solo) e artisti a riflettere, ri-pensare e offrire il loro contributo sull’azione educativa in forma attiva, laboratoriale, relazionale e coevolutiva, prendendo a riferimento le riflessioni teoriche e le buone pratiche interpretative, partecipative e co- costruttive maturate nell’ambito delle arti performative, soprattutto di quelle che le vedono come opportunità di esplorazione di sé aperte all’alterità, di relazione che rende permeabili i confini e di ricostruzione degli spazi della socialità. TOPIC I contributi, volti ad approfondire epistemologicamente, storicamente, metodologicamente e fenomenologicamente il tema, verranno presentati sotto forma di paper di max 30.000 caratteri.

A titolo indicativo si segnalano le aree tematiche che rispondono ad alcune piste di sviluppo e di intervento:

1) Approfondimento, da prospettive epistemologiche o storiche, delle teorie che superano, attraverso una visione sistemica, la scissione mente-corpo e del loro contributo alla valorizzazione della dimensione relazionale ed ecosistemica dell’agire educativo.

2) Riflessioni sulle metodologie che riposizionano il docente nella sua funzione di dramaturg, regista e attore:

2.1. Dramaturg nel saper costruire, in ottica collaborativa e processuale, forme di scrittura di scena educativa e creativa.

2.2. Regista nel saper interpretare l’aula come spazio scenico, in cui promuovere l’apprendimento con azioni didattiche fondate su pratiche attive, performative e partecipative.

2.3. Attore nel saper leggere l’aula, regolare attraverso la gestione del feedback e nel saper utilizzare con consapevolezza le potenzialità del corpo nella comunicazione, nella relazione e nella cognizione, nella prospettiva dello sviluppo di apprendimenti significativi e profondi.

Riflessioni su metodologie dell’intervento socio-educativo che facendo riferimento alle prospettive maturate nell’ambito del teatro, della community theatre, della community music e della community dance, intravedono nel performativo la leva per promuovere “sviluppo di comunità”

3) Esperienze e pratiche maturate sia in ambito didattico, sia in ambito socio-educativo, sia in ambito performativo, prospettate in termini di casi di studio, in modo da agevolare la trasposizione di quanto maturato in un dato contesto ad altro contesto.

SCADENZE

- Invio articolo completo entro il: 30/10/2022

- Esiti del referaggio entro il: 30/11/2022

- Pubblicazione articoli entro il: 15/01/2023

Rivista di Fascia A SSD 11/D1 11/D2 - A Level - National Agency for Evalutation of Universities and Research Institute I contributi saranno redatti in lingua inglese, francese e spagnolo e saranno corredati da un breve riassunto, in italiano, ed un abstract, in inglese.

 

 
Inserito: 2022-09-25 [leggi tutto]
 

SOCIO-ANTHROPOLOGICAL APPROACHES TO EDUCATIONAL ISSUES: GROUNDS, METHODS AND EPISTEMOLOGICAL REFLECTIONS

 

Editor

 

Maurizio Alì

Université des Antilles

Institut National Supérieur du Professorat et de l’Éducation de Martinique

The educational ideas and methods that developed and spread between the 19th and 20th centuries, shaping global education systems, followed, mutatis mutandis, a common prototype, the Western one, considered as a universal axiom. Classical thinking on education has historically been characterised by a relative lack of interest in the education 'of others': the ideas, beliefs, principles, and dogmas that have built Western and modern knowledge on education have been exposed to intercultural confrontation and dialogical reflection only rarely. Robert LeVine and Rebecca New (2009) have shown that, until the first half of the 20th century, research on education was mainly concerned with European and North American educational models and that most of the scientific publications produced in this field concerned urban contexts in industrialised countries: examples of this are the now classic studies by Emile Durkheim (1922) or Pierre Bourdieu and Jean Claude Passeron (1972). The observation made by LeVine and New should not come as a surprise for at least two reasons: first, for most of their history, the human and social sciences have traditionally preferred the world of adults to the world of children[1] (and in the rare cases in which they have deviated from this principle, they have in any case privileged pedagogical speculation over fieldwork and didactic experimentation); secondly, because researchers interested in these inherent to education and training have privileged geographically close contexts because of the logistical (and financial) constraints that weigh on research devoted to teaching and learning processes (LeVine, 2007).

The advent of post-colonial studies has contributed to broadening research perspectives by highlighting the limitations of the prototypical educational model (Eurocentric and ill-suited to the specificities of certain peripheral or marginal contexts) and by highlighting the variety of cultural scenarios that, until the very recent past, had not been taken into account by either researchers or specialists in the field. A more critical approach to Western modernity has motivated a growing number of researchers from the demo-ethno-socio-anthropological disciplines to adopt a transdisciplinary perspective and to take an interest in child development, parenting, educational habits and routines, social norms, educational interactions and communities, giving us the opportunity to discover educational models other than our own and that these heterodox strategies can prove effective (Goldstein, 1998).

Today, the socio-anthropology of education and comparative education constitute an emerging disciplinary field that allows us to understand and interpret more objectively not only local forms of kinship, caring and socialisation but also, and above all, the relationship that certain human groups have with knowledge and the different possible conceptions associated with the notion of education (Claes et al., 2008). The research carried out in recent years has enabled us to learn about the organisational models that govern local family and community structures, to understand the mechanisms that give them a certain pedagogical validity and, finally, to understand that each human group uses cultural transmission strategies shaped by the (natural and socio-cultural) context.

This scientific production has highlighted the different roles played by parents, families, teachers and communities, contributing to the understanding of this typically human experience that is education.

The socio-anthropological approach to educational issues, unlike the cognitive one, has been primarily concerned with comparisons and comparisons, in order to systematically describe and analyse the strategies through which, in the different cultures and subcultures that make up our global village, networks, groups and social institutions pursue the universal goal of educating the members of their communities (Dortier, 2004). The methods at our disposal - ethnography, systematic observation or enquiry, for example - facilitate 'contamination' between disciplines, allow us to access both formal educational contexts (teaching and the everyday life of the school community) and informal ones (the transmission of ethical norms, socialisation, language learning, games, intergenerational relations and even household chores) and, above all, allow us to overcome the sterile opposition between qualitative and quantitative methods, as demonstrated by the now paradigmatic work of Melford and Audrey Spiro (1958), Sara Harkness and Charles Super (1977), Melvin Konner (1977), Barry Hewlett and Luigi Luca Cavalli-Sforza (1986), Edward Tronick, Gilda Morelli and Steve Winn (1987), Rebecca New (1994) or, more recently, those of Pierre-Olivier Weiss and his team at the Caribbean School Climate Observatory (2020) and Matairea Cadousteau and her colleagues at the University of French Polynesia (2021). Their research has helped lay the foundations of a conceptual universe in which the notions of identity, inequality, injustice, performance, exclusion, and marginalisation have found a new field of application (educational dynamics) and new terrain for research (educational contexts, both physical and virtual).

In a world that has become multidimensional, in which institutional systems and forms of social organisation at local, national and supranational levels are juxtaposed, it has become difficult to find common criteria. The coexistence of people with specific needs and from different cultural backgrounds in the same educational environments represents another challenge to the dogmatisms -often implicit- that guide educational action (in the family, at school, or in other spheres) and that every culture tends to assume as absolute and universal. In a planetary context in which walls and barriers seem to rise up as normality, the point of view proposed by the socio-anthropology of education therefore has the considerable advantage (but also the responsibility) of confronting us with diversity, with the ethnographic elsewhere, with the margins of our humanity.

 TOPIC

This call aims to bring together contributions made from this perspective, in any disciplinary (or transdisciplinary) field, in order to offer the readers of the Italian Journal of Health Education, Sport and Inclusive Didactics the widest and most up-to-date research panorama possible. The proposals (in English, no more than 30,000 characters) will critically discuss one or more fundamental issues:

  1. The role of the research terrain (understood as a geographical context, as a human and natural ecosystem or as interactive dynamics);
  2. The validity of socio-anthropological research methods for studying educational dynamics;
  3. The epistemological reflections inherent to the possibility of proposing didactic solutions that are contextualised, inclusive and capable of taking into account our humanity in all its diversity.

 

DEADLINES

- Complete article submission by: 30/10/2022

- Outcome of the referral by: 30/11/2022

- Publication of articles by: 15/01/2023

 

Contributions are requested in certified English, with abstracts in Italian and English. If you want to use the service of translation or correction of the English language contact: managing@gsdjournal.it

 

References

  • Bourdieu, P. e Passeron, J.C. (1972). La riproduzione, sistemi di insegnamento e ordine culturale. Bologna: Guaraldi.
  • Cadousteau, M.; Guy, E.; Ailincai, R. e Alì, M. (2021). Confinati nell’Eden. L’esperienza dei genitori tahitiani durante la pandemia. Rivista italiana di educazione familiare, 18(1), 113-152.
  • Claes, M.; Ziba-Tanguay, K. e Benoit, A. (2008). La parentalité. Le rôle de la culture. In C. Parent, S. Drapeau, M. Brousseau e E. Pouliot (dir.), Visages multiples de la parentalité (pp. 3-32). Québec : Presses de l’Université du Québec.
  • Dortier, J.-F. (2004). L’homme, cet étrange animal… Aux origines du langage, de la culture et de la pensée. Auxerre: Sciences Humaines.
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  • LeVine, R.A. et New, R.S. (2009) (dir.). Antropologia e infanzia. Sviluppo, cura, educazione: studi classici e contemporanei. Milano: Raffaello Cortina.
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  • Spiro, M.E. e Spiro, A.G. (1958 [1975]). Children of the Kibbutz. Cambridge, MA: Harvard University Press.
  • Tronick, E. Z.; Morelli, G. A. et Winn, S. (1987). Multiple caretaking of Efe (Pygmy) infants. American Anthropologist, 89: 96-106.
Weiss, P. O.; Alì, M.; Ramassamy, C. e Alì, G. (2020). Gli insegnanti in formazione durante il lockdown: percezioni, attitudini e bisogni. Un caso di studio in Martinica, Francia. Giornale Italiano di Educazione alla Salute, Sport e Didattica Inclusiva, 4(3): 93-111.


[1] Lawrence Hirshfeld (2002) analysed this problem in an article with the deliberately polemical title: Why don't anthropologists like children? After Hirshfelf, other researchers have continued to debate the reasons that have made education an avoided field of study for social scientists. According to David Lancy, for example, the difficulties stem from the fact that it is a field subject to the 'veto power' of certain disciplines, such as psychology or the educational sciences, which consider themselves the true repositories of education research (Lancy, 2008. See also Robert LeVine and Karin Norman, 2001).

 
Inserito: 2022-07-13
 
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